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01.12.2003
Vagabondo
Mi laverò, in qualche modo mi barderò per affrontare la pioggia, mi lascerò cadere nelle scarpe, mi infilerò i Radiohead e i loro rumori tra i cuscini neuronali, ed uscirò.
Senza meta, senza scopo, senza ragione.
Apparente.
Chiuderò gli occhi e ad ogni possibilità lascerò che sia il mio corpo a prendere decisioni, non penserò, non rifletterò.
Fumerò sigarette tenendole tra le labbra strette.
Tanto so cosa troverò in fondo al bicchiere vuoto.
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| scritto da
alle ore 15:00:58 |
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01.12.2003
Non azzardarsi ad affrontare un problema di fisica dopo la quarta pinta di birra.
In caso di sosta per il rifornimento di benzina controllare sempre l'effetiva disponiblità di contanti nel portafoglio. Evitare frasi del tipo:"Posso lasciarti il mio orologio".
Un telefono cellulare è del tutto inutile quando si deve aprire una bottiglia. Soprattutto se è scarico.
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| scritto da
alle ore 14:55:49 |
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01.12.2003
Silenzio
Esco dal tepore della tana. Ho in bocca ancora tutto il suo calore, la sua collosa quiete.
Tremanti le mie dita tastano un mondo a cui non ero più abituato, vacillano secche ad ogni elettrica possibilità nervosa.
Occhi larghi si fanno piccoli per non subire danni permanenti.
Fatico nel riappropiarmi delle mie funzioni.
Mignoli che vanno per conto loro.
Denti affamati.
Lingua attorcigliata su parole che le si attaccano prima di uscire vibrando freddo.
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| scritto da
alle ore 14:49:17 |
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13.11.2003
Pubblica-mente
Osservo incantato lo svolgersi continuo delle mie parole, a volte senza alcun controllo su di esse.
Di energia propria si muovono, mutano e prendono forme diverse.
Colori diversi.
Fotografo mentalmente la loro posizione, in modo tale da confrontarla con eventuali futuri, in cui senz'altro mi stupiranno per evoluzioni di cui non le credevo capaci.
Polvere azzurra si lasciano trasportare dai venti delle mie esigenze e si posano delicate sui soprammobili invisibili dei miei pensieri.
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| scritto da
alle ore 18:33:24 |
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13.11.2003
Non cominciare un discorso con una persona sconosciuta soltanto perchè indossa una camicia molto simile ad una che ti aveva regalato tua zia.
Ricordarsi che per evidenziare, tempo fa furono inventati gli evidenziatori.
Nel caso qualcuno manifesti l'intenzione di andare a fare due passi, interessarsi preventivamente della meta e, se trattasi della casa della ex, declinare gentilmente l'invito.
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| scritto da
alle ore 18:20:48 |
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13.11.2003
Cappello di lana
Il freddo deve aver attaccato le mie funzioni cerebrali in modo tale da farmi percepire attimi di scollamento nel fluire temporale.
E' come se un regista maldestro si fosse divertito a tagliare la pellicola, senza alcun senso logico, semplicemente (strepitosamente?) a caso.
A volte la cosa mi risulta piacevole, soprattutto quando mi permette di glissare su quelle piccole ma fastidiose presenze che alcuni amano chiamare sensi di colpa.
Io, che non sono certo bravo nel dare definizioni, chiamerei il fenomeno "ipocrisia".
Non è colpa mia: a Milano in questi giorni faceva davvero freddo.
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| scritto da
alle ore 18:09:57 |
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06.11.2003
Cammino
Le strade nere della sera, a pois gialli, vogliono dirmi qualcosa e si sforzano angosciose flettendosi continuamente, diventando oblique.
Su piani non orrizzontali riesco più facilmente a stabilire un contatto con la materia, a percepirne meglio la sua essenza, a coglierne le sue linee guida.
Miriadi di correlazioni, milioni di significati.
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| scritto da
alle ore 19:41:10 |
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06.11.2003
I carrozzieri non amano le persone che entrano nelle loro officine ruttando.
Provare a lavare i piatti uno alla volta.
Ripetere mentalmente tre volte al giorno il teorema di Pitagora.
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| scritto da
alle ore 19:38:08 |
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06.11.2003
Nucleo
Mi piego su me stesso, lascio che le mie terminazioni si ritirino gelose nel centro del mio io, mi concentro affinchè ogni spiraglio di luce sia chiuso fuori, esterno al mio centro.
Fodero di piombo la mia superficie, ermetica.
Guscio inviolabile mi protegge.
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| scritto da
alle ore 19:32:52 |
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04.11.2003
Lucido
Il procedimento che ci permette di acquisire i dati percettivi e di rielaborarli sotto forma di realtà è di per sè complesso e laborioso; tuttavia a rendere ancora più arduo questo passaggio vi è la componente che io amo definire "Il Disturbo".
Trattasi di fastidiosa sensazione di rollio mentale, tale per cui è difficile distinguere nettamente i contorni dei propri pensieri.
Quando questo accade, e direi piuttosto spesso, necessito di alterare le mie percezioni così da riequilibrare il tutto e procedere all'elaborazione.
Ciò, comunemente, viene chiamato stato di non-lucidità.
In realtà io credo sia l'esatto opposto.
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| scritto da
alle ore 23:13:32 |
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04.11.2003
Permettere al vicino di terminare la frase prima di cominciare a fingere di starnutire.
Provare a masticare solo con i denti.
Smettere al terzo tentativo di cercare di scendere dal lato sinistro del letto quando questo è sbarrato da un muro.
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| scritto da
alle ore 23:05:13 |
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04.11.2003
Morbido
Distendo gli occhi su distanze più ampie, li allargo, per sentirli più pieni, più tondi. Immagino.
E la musica si sgretola silenziosa sui miei lobi, li anestetizza, li placa dall'estrema fatica.
Cremose le mie membra si abbandonano a se stesse, adattandosi liquide alla forma più adatta.
E infine, sazio di vuoto, mi riempio di gentili battiti.
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| scritto da
alle ore 22:58:34 |
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03.11.2003
Chimica
A volte necessito di variare l'equilibrio neuronale con supporti non del tutto leciti.
I farmaci stessi agiscono chimicamente sul nostro organismo variando impercettibilmente alcuni equilibri.
L'equilibrio mentale è un equilibrio come tutti gli altri.
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| scritto da
alle ore 14:33:27 |
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03.11.2003
Non cercare di convicere la gente infastidita che schioccarsi le dita è un semplice esercizio ritmico.
Seguire più spesso le gare di canottaggio.
Smettere di fingere di schiacciare il bottone "TurboBoost" ogni volta che faccio un sorpasso.
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| scritto da
alle ore 14:31:21 |
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03.11.2003
Affogo
Cerco di superare in apnea questo periodo dell'anno, che oltre tutto è il mio preferito, per non affogare nella noia più assoluta.
Poi, ogni tanto, spalanco la bocca per annegarmi in un respiro e finire sdraiato sul divano ad osservare il soffitto che piano diventa bianco e rosso.
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| scritto da
alle ore 14:29:10 |
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31.10.2003
In auto, la sera
Ho la terribile sensazione che molto spesso tra i miei neuroni strisci qualcosa di indefinibile, il quale, a mia insaputa, mi spinge a prendere l'auto e guidare ogni sera in cui la noia mi impedisce di avere relazioni interpersonali.
Pressato da esigenze che non comprendo, assecondo mio malgrado questa volontà, ritrovandomi sovente in posti meravigliosi e ringraziando a quel punto ogni particella del mio cervello per avermi costretto a fare ciò che in realtà io stesso non volevo.
Di seta e marmo sono le rive del fiume su cui silenzioso ho costruito la mia Seconda Casa.
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| scritto da
alle ore 17:41:31 |
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31.10.2003
Non fingere di essere incollati alla sedia quando le cameriere dicono che il locale sta chiudendo.
Comprare una nuova macchina per i toast o smettere di scartare aprioristicamente la soluzione "panino".
Smettere di comprare caramelle ai gusti che non mi piacciono solo per avere qualcosa di schifoso in bocca quando le cose buttano male.
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| scritto da
alle ore 17:35:58 |
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31.10.2003
Acqua
Le luci gialle, appiccicose delle strade mi rendono inquieto.
Eppure, anche inchiodandomi le caviglie, non posso resistere e mi butto fuori, giù, in mezzo.
Acqua.
Inzuppare.
I miei pensieri, fino a poco fa asciutti, si sciolgono di nero, sbavano, e diventano incomprensibili.
E questo sfondo rosso non aiuta parecchio...
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| scritto da
alle ore 17:28:14 |
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30.10.2003
Penso
Ho scrollato un pò di polvere dal lussuoso comodino della noia.
Vedi che alla fine mi ha fatto anche bene?
Raggomitolo i miei pensieri per cucire delle conclusioni.
Le altalene, prima o poi, si fermano se nessuno continua a spingerle. Banale. Appunto.
Quindi il problema è: mi piace andare in altalena?
Non saprei, in alcuni momenti, quando la sera incombe e le farfalle cominciano a prendere il volo tra il mio stomaco e i miei polmoni, sento vivo in me il desiderio di non farle smettere, consapevole che è proprio quello stato ansioso a rendere tutto interessante.
Poi, immediatamente dopo, quando comincia a trillare il telefono temo di aver esagerato e i miei tremori diventano insopportabili.
Ci penso su...
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| scritto da
alle ore 18:39:20 |
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30.10.2003
Ricordare che "frullare" e "frollare" hanno significati semantici distinti.
Maneggiare con cura le cose che scottano.
Visitare la Svezia.
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| scritto da
alle ore 18:32:20 |
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